31/05/17

CARTE ALLINEATE. Seconda serie, numero 56, maggio 2017 / Second series, issue 56, May 2017

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INDICE ALFABETICO / INDEX

Le voci elencate qui sotto senza il nome dell’autore sono state scritte, e le foto sono state scattate, da Roberto Bertoni.

IN COSTRUZIONE

- MILKOVA, Stiliana, CHISSA' DOVE. Testo, 11-5-2017.
- NGUYEN, Tan Lam, EVEN IT UP: HOW TO CUT INEQUALITY IN VIETNAM. Note di lettura, 5-5-2017.
- PIZZI, Marina, DIVE ELEMOSINE - 2015 (STROFE 67-71). Testo, 1-5-2017
- RAGNOLI, Gian Paolo, UN LUNGO ADDIO: POESIE 1977-2017. Testo, 3-5-2017
- LI, Xingdao, IL CERCHIO DI GESSO. Storie di teatro, 9-5-2017
- WANG, Yi, THE FALLING FEATHER. Storie di dinema, 21-5-2017.
- Z, Midi, THE ROAD TO MANDALAY. Storie di film, 17-5-2017

21/05/17

Wang Yi, THE FALLING FEATHER



["Like the seven flying princesses of Mengaodongban?" (Singapore 2016). Foto Rb]


Wang Yi, The Falling Feather. Cina 2012. Con Liu Xiaoxiao, Qu Chingching, Zheng Xiaodong,


Nel 1993, un giovane pittore di Shanghai, Mo Ke, soggiorna in un villaggio della Prefettura Autonoma di Xishuangbanna, nello Yunnan meridionale, zona cinese della minoranza etnica Dai, che risiede anche a Sud-Est nel Laos e a Sud-Ovest nel Myanmar.

La bellezza del paesaggio, i templi a struttura architettonica birmana, i colori intensi, le forme terrazzate delle terre coltivate, che la telecamera mette in rilievo con fotografia realista spettacolare e nostalgica, si integrano con la poetica moderna dell’artista in un’opera originale, in ragione della quale Mo Ke è invitato a partecipare a Shanghai a una mostra internazionale che contribuirà senza dubbio a incrementare la sua carriera in modo significativo e duraturo.

Nel villaggio, Ke ha conosciuto Nan Suo, una ragazza Dai. I due si sono innamorati l’una dell’altro. Ke le promette di tornare. Tuttavia, lo zio gallerista che promuove il suo lavoro, nonché un ricco mercante d’arte la cui figlia, Xuanzi, corteggia il pittore, cercano di persuaderlo a restare in città. Il giovane, chiuso in casa dallo zio che teme una sua fuga verso il villaggio Dai, si imbarca in uno sciopero della fame pur di mantenere il proprio impegno, ma alla fine, curato in ospedale amorevolmente da Xuanzi, cede al mondo cui in definitiva appartiene, si spinge verso mete professionali internazionali e sposa la ragazza di Shanghai.

Suo, frattanto, calata in quanto personaggio nell’archetipo dell’amante abbandonata dallo straniero (come la pucciniana Butterfly), dopo avere atteso Ke invano, e umiliata anche dall’invio di denaro come unica spiegazione, si affoga nel lago, lasciando di sé solo una piuma di pavone con cui adornava i capelli.

Dieci anni dopo, con un collegamento alle prime scene del film, di un’asta in cui un quadro di Ke era stato venduto e il ricavato devoluto al villaggio Dai, vediamo il pittore ormai affermato, probabilmente ignaro della tragedia e in un menage familiare piuttosto sereno con Xuanzi e con un figlio, ricevere come ringraziamento dalla zia della ragazza Dai, per il contributo della vendita del quadro al villaggio, la piuma lasciata da Suo.

Suo, durante la parte del film degli anni Novanta, è soprannominata dai compaesani “Principessa Pavone”. Il riferimento, intertestuale, è a una leggenda Dai in cui Zhashutun, Principe dello Stato di Mengabanzha, sposa in segreto Namunuona, la Settima Principessa dello Stato di Mengaodongban. Il matrimonio è ostacolato dal perfido Consigliere di Stato di Mengabanzha, un praticante di magia nera, che non esita a provocare una guerra con i popoli confinanti per inviare Zhashutun in guerra con mansioni di Generale e accusare nel frattempo Namunuona di essere portatrice di un destino di sfortuna, pertanto responsabile della rovina della Nazione. La mettono sul rogo, ma il padre, praticante di magia bianca, la salva facendola volare a sé tra le montagne inaccessibili di Mengaodongban. Il lieto fine consiste nel viaggio temerario di Zhashutun a riscattare l’amata e nella sconfitta del perfido mago per mano del Principe. Invece, in The Falling Feather il lieto fine è negato, come pure sono invertiti alcuni elementi del racconto comparativo. ThePeacock Princess, il film del 1982 di Fei Su e Rong Xing che rappresenta la storia della Principessa Pavone, è il ramite cinematografico di riferimento.

Oltre a questi elementi fantastici e intertestuali, The Falling Feather pone in evidenza i modi di vita e le tradizioni preindustriali dei Dai, per lo meno nel recente passato, oltre a mettere a fuoco, nei dialoghi e nelle inquadrature, varie contrapposizioni: tra “il mondo di fuori”, come lo definisce Mo Ke, e quello che Nan Suo chiama “l’unico mondo che conosco”, cioè il suo paese e la sua cultura; il contrasto tra amore sincero e carriera; la differenza tra sviluppo urbano e società rurale arcaica.


[Roberto Bertoni]

17/05/17

Midi Z, THE ROAD TO MANDALAY

[Roofs (Bangkok). Foto Rb]


Midi Z, The Road to Mandalay. Taiwan, 2016. Con Ko Chen-Tung e Wu Ke-Xi

Young Burmese Lianqing migrates to Thailand from the town of Lashio in the Shan State without proper papers, smuggled in by illegal mediators to whom she pays a sum of money. One of the passengers of the combo car that drives them to Bangkok is Guo, a young man who takes to her at first sight.

The two gradually start a relationship. Guo works in a factory away from the cities in a place where documents are not requested and the police does not seem to interfere. Lianqing does a number of jobs but she eventually has to quit, due to lack of a work permit.

Guo finds her a job in the factory. His plan is to save as much as possible, go back to Myanmar, marry Lianqing and open a shop. She has a different plan, she wishes to live in the city and eventually, in order to pay corruption money for a regular residence permit, she works as a prostitute.

In the shocking ending scene, Guo kills Lianqing and then commits suicide.

From a social angle, there are of course several themes which can be related to the Burmese and Thai situations as well as to world migration. The illegal networks, the corruption of the police, the difficulty to have a regular life in the host countries are all topics which have sadly become common in the last few years.

Interestingly, Midi Z shows the plight of migrants without overtones of didactic conceit and arrogance, but rather through the eye of the camera levelled to the subjective experience of each character, so what they do, how they react, and what they think comes out as natural instead of being presented as the over imposed ideology of the director.

The result is a timely combination of document and story in which images play the dominant role and words are spared.

The love story takes place with much restraint in an introverted psychological atmosphere. Even Lianqing’s decision to change her life, and Guo’s anger, are represented mostly through images. Guo overworks at the furnace of the factory, almost a kind of hell. Lianqing’s prostitution experience is rendered via allegory by showing an iguana on the bed that slowly climbs her dressed up body.

In an interview, the director reveals that his film is based partly on the experience of migrants he knows (and he is himself a migrant to Taiwan where he eventually acquired citizenship), and partly on a true fact which took place in 1992 when a migrant, after going back to Myanmar, killed his girlfriend who wanted to return to Thailand against his will. The committed explanation Midi Z gives for the ending of the film is based on his observation of behaviour. In his view, it is common in Asia that a girl makes compromise to reality as Lianqing and some of her friends do in the film. The director also observes that tragedy comes from the different views of the two characters, and from the wrong idea that women are considered men’s possession.

The film is visually rewarding for its scenes of nature and some details of the factory process. Wu attaches depth to her character, and Ko acts energetically yet in non-narcissistic manner.

A good film, I think.

PS. Why is this film called The Road to Mandalay? How does this title relate to Tod Browning’s 1926 silent film, to Kipling’s poem Mandalay, and to Oley Speaks’ song “On the Road to Mandalay” - three texts which have rather different connotations from Midi Z’z?


[Roberto Bertoni]



15/05/17

AA VV, LE MONDE EN 2035



[What is in their future? (Hong Kong 2016). Foto Rb]


AA. VV., Le Monde en 2035. Sottotitolo: Le Paradox du Progrès. Parigi, Equateurs, 2017

Questo volume, di vari autori, è patrocinato dalla CIA, che compare fin dalla copertina, sebbene si presenti come una rassegna indipendente di previsioni sul futuro prossimo, dichiari di non coincidere con le politiche governative statunitensi e comprenda i contributi di esperti e docenti universitari.

I punti più evidenziati sono, un po’ ovunque sul pianeta, l’impoverimento delle classi medie nei paesi sviluppati e la loro espansione nei paesi in via di sviluppo, nonché l’evoluzione delle tecnologie che prevedibilmente ridurrà in modo significativo il numero di persone con un lavoro. Ciò in concomitanze con l’invecchiamento globale della forza lavoro, la presenza del terrorismo e le emergenze ambientali.

La diminuzione del benessere delle classi medie nei paesi sviluppati e l’ineguaglianza dei redditi dimostrano che “in Occidente, i costi della liberalizzazione dei mercati hanno superato i vantaggi” (p. 39).

Tra i paesi fondamentali nel quadro politico mondiale, la Cina attraversa un periodo in cui viene messa alla prova la stabilità. Sebbene possieda risorse sufficienti per un ulteriore crescita, il progetto di accrescere il volume del consumo interno, espandendo di conseguenza la classe media e al fine di rilanciare la crescita sostenuta del recente passato, non è detto che possa avverarsi nei decenni a venire con facilità (p. 72).

Il rapporto ritiene che Russia e Cina continueranno a ritenersi “leader delle rispettive zone di influenza” a livello economico e politico (p.74).

Quanto alla Corea, viene espressa preoccupazione che si possano verificare conflitti per quanto Seoul, Beijing, Tokio e Washington abbiano interesse a contenerli (p. 76).


[Roberto Bertoni]